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Prospettive economia Italia 2022 e 2023

Il prospetto dell'ISTAT (comunicato stampa) del 7 giugno 2022 sull'economia in Italia lascia spazio ad un peggioramento del PIL in vista dei problemi legati alla guerra in Ucraina, al cambiamento climatico e alla pandemia Covid. Le previsioni sono di un Prodotto Interno Lordo + 2,8% per il 2022% e di un +1,9% per il 2023 sebbene il segno positivo sia solo il frutto di un Pil negativo del 2020 di -9%. e degli investimenti in costruzioni +5,5% (Bonus 110 e PNRR). Lo spettro della recessione è legato a fattori esterni non "governabili" con misure ordinarie.

Sul fronte occupazione il quadro sembra molto diverso a causa dell'aumento della mortalità e ad un cambiamento strutturale di filosofia di vita: il covid ha modificato profondamente il comportamento delle persone molto più attente oggi ad uno stile di vita accettabile a discapito del guadagno: il tasso di disoccupazione per il 2022 è stimato al 8,4% contro il 9,2% del 2020. 

Se da un lato abbiamo una visione del futuro negativa che impatta sulla quantità e qualità degli investimenti nuove opportunità all'orizzonte si scoprono attrattivi: la cura alle persone, agli animali, all'ambiente e alla sicurezza nazionale e privata.

Il cambio dollaro/euro riflette un peggioramento dell'economia europea rispetto agli Usa. Siamo tutti sulla stessa barca e chi gestisce meglio il nuovo "disordine" mondiale riuscirà a contenere l'impatto della crisi sulla tenuta sociale. Riproduzione Riservata

 

 

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Che cosa è il marketing?

Il marketing è una specializzazione manageriale economica nata negli anni '30 in Usa e codificata nelle società industriali ad opera della General Electric. Non che prima non esistesse il concetto ma era lasciata alla libera interpretazione degli indivudi e della società. Già in epoca romana, gli antichi usavano marchiare il vino per differenziarsi dalla concorrenza.

Oggi, diventata di dominio pubblico, fatica ad essere capita e il più delle volte si confonde il marketing con la pubblicità o la promozione.

Il marketing si divide in quattro macroaree: prodotto, prezzo, luogo e promozione/publbicità. Gli americani le chiamano marketing mix o le 4 P: product, price, place e promotion. (Immagine da wikipedia)

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  • La politica del prodotto è l'insieme delle decisioni su innovazione, sviluppo, gestione ed eliminazione dei prodotti. Esempio tipico è l'Iphone: nel lancio del primo modello era stato sufficiente mostrare la portata del cambiamento solo attraverso un gesto.
  • Il prezzo è l'elemento fondamentale della stretegia di marketing in quanto permette di posizionare il prodotto nella fascia desiderata e perchè in linea teorica dovrebbe ottimizzare il profitto; ricavi meno costi.
  • La scelta distributiva e il luogo riguardano quali canali distributivi scegliere, la forza di vendita del personale, la logistica e le sedi fisiche e virtuali. Pensate alla logistica di Amazon (o alla sede di BMW Italia), è essa stessa marketing.
  • Pubblicità e promozione. Qualcuno la definisce l'anima del commercio ma se avete fatto un buon lavoro con le prime tre potreste vivere anche solo di passa parola. 

Dal punto di vista semantico, il marketing prende il nome da to market e si riferisce a tutte quelle operazioni per portare sul mercato un prodotto o un servizio ovvero favorire il miglior incontro possibile tra domanda e offerta. Riproduzione Riservata

 

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I pannelli solari sono la tecnologia "green" più promettente che abbiamo ma il suo sviluppo tecnologico viaggia alla velocità di una lumaca. Fin dal suo esordio nel 1883 da parte di Charles Fritts siamo arrivati ad una media di efficienza pari a circa il 20% dell'energia fornita dalla luce. Nella tabella trovate le caratteristiche per marca e prodotto dei migliori pannelli in commercio fornita da Clean Energy Reviews. La competizione è veramente serrata e l'innovazione si gioca su differenze minime e ogni innovazione porta qualche decimo di punto percentuale in più.

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Resta ancora da risolvere la gestione manutentiva rigorosa e automatizzata senza la quale risulta abbastanza difficile ipotizzare una reale efficacia. Pensiamo ad esempio alla pulizia dei pannelli in aree desertiche in cui la polvere e la sabbia ricoprono giornalmente la superficie assorbente. Sembrerebbe che l'innovazione con robot di sistemi autopulenti e automanutentori siano la chiave per lo sviluppo di grandi reti fotovoltaiche.

L'innovazione sembra puntare su forme, geometrie, materiali e funzioni diverse. Secondo gli scienziati dell’Università del Surrey e dell’Imperial College di Londra è possibile un assorbimento con il 25% in più rispetto ad altri pannelli delle stesse dimensioni con la forma “a nido d’ape” in quanto permette di catturare la luce nelle diverse angolazioni. Dall'altra parte del mondo, un team di ingegneri della Stanford University ha sviluppato una cella solare in grado di generare elettricità di notte tramite un generatore termoelettrico che estrae elettricità dalla piccola differenza di temperatura tra l’aria più fresca della notte e la cella solare stessa. Mentre una ricerca portata avanti dall’Università di Sheffield e dal Latia Agripreneurship Institute, ha individuato una nicchia sull’uso dell’agrivoltaico. Parliamo di una tecnica specifica, che sfrutta al massimo l’energia del sole facendo ombra alle colture che si trovano sotto di loro.

Ultima frontiera è l'utilizzo nello spazio che garantirebbe un assorbimento maggiore dovuto alla radiazione diretta ma al momento pare non fattibile in quanto non sapremmo come distribuirla. 

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La guerra dell'informazione

Come nella vita, anche nelle guerre assume rilevanza ciò che è la verità e l'informazione. La storia la fanno i vincitori, dicono gli storici, ma oggi sembrerebbe che i vincitori siano quelli che la "storia", la raccontano meglio. Non solo tecniche di manipolazione contro spionaggio, ma anche sabotaggi, attacchi in territorio russo, reduci di guerra, fake news, cyberwar, crimini di guerra, morti, feriti e minacce.

Qual è il valore dell'informazione oggi e perché è così importante?

In economia, le informazioni sono alla base di quasi tutti i modelli economici e della politica economica. Distinguiamo in: informazioni pubbliche e riservate (private).

Le informazioni pubbliche sono di pubblico dominio e valgono per tutti; non generano asimmetrie informative tra gli operatori informati e il mercato si adegua quasi istantaneamente.

Le informazioni private generano, invece, asimmetrie informative e aspettative. Un’azienda può sfruttare tali informazioni per modificare la strategia d’impresa e anticipare i concorrenti.

Dal punto di vista militare le informazioni sono anche tattiche e strategiche a seconda che servano all’operatività o alla propaganda.

In Ucraina, come già ammesso dal Cremlino, la guerra dell’informazione l’ha vinta l’occidente almeno a casa nostra; la responsabilità dei morti e dei danni è incontestabile. Ci sono, però, dei segnali di ripresa da parte dei russi a causa delle interferenze Nato per aver fornito informazioni militari tattiche durante la fase dell’invasione, perché continuano a farlo e perché ha sempre fornito informazioni strategiche fin da ormai i primi anni del 2000, per i morti tra le file russe e per la loro giovane età (anche 16 anni) e perché la popolazione della Federazione si sente oppressa dall’occidente. Il racconto dei filorussi è che la Nato voleva prendere l’Ucraina ma i russi si sono opposti così come gli Usa si opposero ai missili su Cuba.

Putin è stato chiaro, stiamo combattendo contro la Nato. Speriamo sia solo una minaccia per ritardare il più possibile ulteriori sanzioni o interferenze belliche.

Sembra evidente che la Russia sia determinata ad apparire razionale e sicuramente farà finire la guerra entro il 9 maggio come dichiarato per il 77° anniversario della vittoria sui tedeschi con la guerra in Ucraina. Non sarà comunque la fine ma solo l’inizio di una fase in cui probabilmente i russi "giocheranno" in difesa e negheranno l’accesso ai territori già occupati e al Mar Nero.

Le sanzioni economiche hanno effetto solo nel breve periodo e sembrano essere un buon deterrente contro l’uso della forza ma nel lungo periodo non sono fattibili perché generano odio sociale ed allontana le economie; meglio bloccare totalmente l’economia per brevi periodi.

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Rublo, yuan, dollaro ed euro

Il sistema dei cambi attuali, il Forex (Foreign Exchange), è il mercato di scambio per le valute estere, in cui è possibile comprare moneta estera o titoli derivati legati al valore delle valute estere. Si tratta di un mercato non regolamentato in cui gli scambi sono garantiti 24 ore al giorno. Le valute sono ancorate alla domanda della moneta stessa (e all’offerta) e quindi dalla bilancia dei pagamenti, oltre che alla quantità di moneta in circolo.

Con tale premessa, va da sé che in Russia, con le sanzioni economiche e la fuga delle aziende occidentali, la bassa domanda di dollari ed euro, ha spinto il Cremlino a farsi pagare in rublo per la vendita di gas e petrolio, solo l’annuncio ne ha fatto recuperare il valore in parte, come mostra il grafico (TradingView Euro/Rublo 1 y).

 

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La strategia monetaria prevede dunque l’azzeramento delle importazioni in valuta estera dall’euro al dollaro e la trasformazione delle esportazioni in valuta locale. In questo modo il valore del rublo sarà di fatto deciso secondo gli scambi con i partner della federazione russa. Nel medio periodo il paese russo rischia di finire in isolamento in quanto a tutt’ora la domanda di petrolio, gas e terre rare è di fatto supportata dall'occidente. Anche la Russia non può fare a meno dell’Europa.

Altro fatto, l’Arabia Saudita si farà pagare in yuan dalla Cina per il petrolio e anche l’India sembra iniziare trattative per eguali misure. L’attacco al dollaro è palese anche se ad oggi a causa della crisi economica cinese le correzioni sono minime.

Sul fronte valutario, euro e dollaro tengono testa al confronto senza particolari problemi nonostante sia in corso la peggiore crisi economica dal dopo guerra. (il grafico in basso: Euro/Yuan 5 y)

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Chi esporterà di più avrà la meglio, ma la geografia consiglia che probabilmente nel lungo periodo avremo tre valute dominanti e penso che anche l’India si accoderà alla Cina. La vera sfida sarà sul continente africano, che per vicinanza geografica dovrebbe generare più pagamenti in euro, ma anche yuan e dollaro hanno le loro quote. Nel lunghissimo periodo, potremmo assistere alla nascita di un sistema di cinque valute, una per ogni continente. Riproduzione Riservata.

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ORO: investimento sicuro?

Investire nell’oro

L’oro viene considerato da sempre come un “bene rifugio” al quale fare affidamento e nel quale trovare una stabilità finanziaria nei momenti di difficoltà.

L’oro è un investimento monetario relativamente sicuro anche in periodi turbolenti e dovrebbe quindi far parte di ogni portafoglio ben diversificato, in quanto in una visione a lungo termine si dimostra efficace allo scopo di preservare il potere d’acquisto.La scelta della forma di investimento più adatta dipende dalle esigenze e dai valori di ogni persona.

Le principali forme di investimento in oro sono:

  • lingotti d’oro
  • monete
  • ETF/Fondi/Certificati
  • Azioni di società minerarie

Vantaggi e svantaggi di detenere oro

Vantaggi: È facilmente liquidabile sia che si tratti di oro fisico che di oro finanziario e offre dunque la possibilità di accedervi in qualsiasi momento. Inoltre può aiutare a ridurre il rischio complessivo di un portafoglio in quanto il suo valore è stabile nel tempo. È un bene scarso e non corre il rischio di default.

Svantaggi: costi per assicurazione, trasporto e custodia sicura. Non protegge in caso di inflazione al rialzo. Le oscillazioni di prezzo dell’oro sono lente. Normalmente il prezzo sale in caso di crisi economica e scende con la ripresa; la volatilità è, di solito, contenuta e questo è uno svantaggio in caso di discesa del prezzo perché servirà tempo per recuperare.

Il modo classico per l’acquisto è allo sportello della banca o presso un commerciante d’oro e il formato più diffuso sono i lingotti compresi tra 1 grammo e 1 chilo. Tanto più piccolo è il taglio più grandi sono i costi, ovvero lo spread tra il prezzo d’acquisto e il prezzo di vendita.

Nel caso invece di investimenti in ETF, questi riproducono il prezzo dell’oro con un rapporto di quasi uno a uno in modo tale che all’aumentare del prezzo dell’oro aumenti anche il valore dell’ETF. Inoltre gli ETF in oro sono negoziati in borsa e quindi possono essere comprati e venduti con facilità.

L’idea che l’oro protegga il valore d’acquisto risale agli anni ‘70 quando negli Stati Uniti i prezzi crescevano del 9% all’anno e l’oro più che compensava questa crescita con un aumento in media del 35% all’anno.  L’aumento dell’inflazione, però, provocò delle conseguenze anche per l’oro che, negli anni successivi, non offrì un paracadute dalla crescita inflattiva. Nelle ultime settimane però le cose stanno cambiando…

L’oro risente anche dell’umore dei mercati azionari. Infatti, esso tende a perdere valore quando i mercati azionari crescono. Nel caso invece di un confronto col dollaro notiamo, storicamente, un andamento inverso ovvero quando il dollaro si rafforza, il prezzo dell’oro tende a diminuire.  

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La sfida per l'egemonia

Pare evidente che la sfida per l'egemonia mondiale si faccia sempre più agguerrita e pericolosa tra Cina, Russia e Usa.

La Cina, forte dell'innovazione tecnologica acquisita negli ultimi 10 anni in campo militare ed economico, con 1,4 miliardi di abitanti al momento è in pol position per definirsi super potenza ma al suo completamento manca l'annessione di Taiwan. L'isola di Formosa, come la chiamano i cinesi, infatti è considerata la chiave di volta per massimizzare la difesa strategica cinese. L'economia si sta trasformando da economia capitalistica ad economia di stato. C'è da valutare l'impatto di questa trasformazione nel quadro competitivo globale. Di norma, le economie capitalistiche hanno uno sviluppo tecnologico più rapido delle economie di stato ma nel quadro innovativo attuale la Cina può permettersi di sviluppare un modello alternativo e vincente. Ad oggi, il valore del PIL basato sulla parità del potere di acquisto (GDP PPP) pone la Cina al vertice della produzione economica con 3 mila miliardi di dollari di stacco nei confronti degli Usa.

Gli Usa, consapevoli del rischio di essere superati dalla Cina nel medio periodo (gli Usa sono ancora al vertice del GDP con 6 miliardi di dollari di stacco dalla Cina) cercano in tutti i modi di bloccare lo sviluppo economico cinese e l'invasione di Taiwan. L'economia Usa è stagnante e la perdita della posizione dominante rischia di ribaltare il GDP a vantaggio cinese.

La Russia, in crisi economica profonda, dopo l'inizio dell'invasione della Ucraina e a causa delle sanzioni economiche rischia di uscire dal circuito economico internazionale ma non da quello cinese. La domanda nasce spontanea, ma c'è un accordo tra Russia e Cina per contrastare l'egemonia Usa? Russia e Cina sono due paesi che aspirano entrambe all'egemonia, nel breve medio periodo potrebbero avere interessi in comune ma nel lungo periodo le relazioni potrebbero peggiorare a causa delle ambizioni e della forte differenza culturale.

Se il blocco occidentale sembra avere un vantaggio economico rispetto gli avversari, la forza militare è tutta a vantaggio del blocco orientale. L'utilizzo in Ucraina di missili ipersonici ne sono la prova, Russia e Cina possono colpire per primi avendo la certezza di andare a segno. Al momento il blocco occidentale non ha trovato uno deterrente valido ne ha sviluppato missili ipersonici pronti all'uso.

L'Ucraina rappresenta l'arena nella quale oggi le tre superpotenze si stanno confrontando. L'obiettivo di Putin sembra essere la totale annessione del paese nella sua sfera di controllo permettendogli di controllare l'Europa orientale e il Mar Nero. In caso di successo dei russi dell'invasione, l'Europa diventerà una cortina di ferro piena di soldati e il costo al rialzo delle materie prime di prima necessità rischiano di portare in recessione il continente, ci siamo quasi.

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Quando si parla di patrimonio culturale sicuramente non possiamo non fare riferimento al Belpaese, con i suoi 58 beni materiali e 15 immateriali patrocinati UNESCO, nel quadro della valutazione del patrimonio dell'umanità.
Tuttavia è impossibile non dare il minimo conto all'excursus economico che regola queste opere e beni, sia da parte di chi mette a disposizione il bene, sia da parte di chi ne fruisce, talvolta contribuendo al suo mantenimento generale.


La figura di riferimento in questo caso è proprio quella della "messa a disposizione", poichè molto spesso l'apertura ad un pubblico decresce in modo sostanziale le spese di mantenimento del proprietario, costretto a sostenere gravi spese a seconda di vari parametri, tra i quali l'importanza culturale stessa del bene. Questo ovviamente viaggia su due binari paralleli: il settore privato e quello pubblico. Quest'ultimo, come ad esempio nel caso UNESCO, vive di donazioni da parte di privati, di turismo o di relazioni istituzionali (soprattutto quando si tratta di un bene di interesse mondiale). Viene da sè che il settore privato e quello pubblico in molti casi debbano cooperare verso degli obbiettivi, a maggior ragione laddove anche la figura del proprietario e del visitatore sono in realtà la stessa entità.


Ma ci si chiederà inoltre dove va a finire l'effetto della fruizione culturale. Citando dei dati del MiBACT, i musei statali e le attività culturali del settore pubblico fatturano solo l'1,6% del PIL, il che è sicuramente indice di una profonda negligenza al livello della messa a disposizione, che ignora anche quel che potrebbe scaturire positivamente da una corretta regolamentazione del bene.
Non solo il settore culturale si scontra con tutta una serie di microeconomie sommerse, ma quel che viene regolamentato subisce anche il calo delle visite dovuto ad una cattiva organizzazione, e al mancato sfruttamento delle infinite possibilità della grandezza del nostro patrimonio, sia in termini qualitativi che quantitativi. Ci troviamo così di fronte alla stagnazione se non ad una prospettiva in minuendo, se non vengono applicate forti politiche di valorizzazione, in cui il controllo artistico e fiscale, valoriale ed archivistico sono a servizio della fruizione e dell'aumento del PIL. Importantissimo dovrebbe essere anche l'inserimento nei siti UNESCO e nel piano regolatore
di beni caduti in disuso, che necessitano al più presto interventi di natura conservativa e integrativa, così da poter contare, grazie all'unità di intenti e di risorse, su un futuro economico teso alla crescita e all'abbattimento della corruzione, dello sfruttamento indiscriminato, e dell'imperante ambiguità che non consente un'organizzazione esaustiva, inficiata dalla mancanza di coesione dei vari enti.


Attraverso il '900 i valori artistici, e i vari personaggi che lavorano nel mondo dell'arte subiscono un profondo cambiamento che continua ancora ai giorni nostri, proprio a causa del confronto vigente con l'economia. La tendenza resta quella di uniformare la resa artistica a quella economica proiettandoli verso l'unità, similmente all'esperienza di Giorgio Strehler al Piccolo di Milano. Egli tentò di dare nuova linfa alle varie parti coinvolte nell'universo del Teatro che risentiva, proprio a causa del numero delle parti e di altri aspetti, proprio della mancanza di coesione e di prassi economiche obsolete, le quali pregiudicavano l'arte del teatro stesso.


Oggi sarebbe auspicabile un atteggiamento maggioritario di controllo capillare sulle varie donazioni da parti pubbliche e private al fine di tutelare il bene ed evitare la svendita delle poche risorse per attività criminose, causa principale dell'insufficienza economica e della poca limpidezza di dati. Investire nell'arte è diventato rischioso in assenza degli antichi mecenati di un tempo, ma quanto in tutto ciò sono importanti la pubblicità e la comunicazione? Estremamente, se si guarda alla possibilità di un futuro migliore per tutti, che possa partire anche da cooperative autonome in grado di far giungere una testimonianza di possibilità (sia a esperti di ricezione culturale che ad investitori); un futuro contro coloro che pensano di lucrare sul passato e che producono poi l'effetto opposto, escludendo un benessere duraturo.

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immagine: la Valle dei Templi di Agrigento (www.parcovalledeitempli.it)

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La guerra tra Ucraina e Russia

La guerra in mostra in questi giorni rappresenta uno show mediatico fedele alla situazione geopolitica internazionale. Cominciamo nel dire che è passata di moda la dichiarazione di guerra ogni volta che uno Stato vuole prevalere con la forza su un altro. Ciò rappresenta la sintesi dell'ipocrisia geopolitica di questi tempi. In sostanza, l'Onu autorizza l'uso della forza immediata solo come strumento di difesa o risposta ad un'azione di guerra. Di fatto la guerra preventiva con dichiarazione di guerra nel diritto internazionale non esiste giuridicamente in quanto giustamente non contemplata. Motivo per il quale la Russia è stata costretta a trovare un "casus belli" per iniziare le operazioni.

Dal giorno delle operazioni di invasione emerge quella che in futuro potrebbe essere la fantaguerra basata principalmente sull'annientamento delle forze nemiche militari evitando azioni contro i civili. Da un lato ciò permette all'invasore di mantenere un certo grado di onorabilità, evitare intrusi esterni (Nato) e agli invasi di nascondersi tra la popolazione e avviare la guerriglia. L'invasione russa è strategicamente un'azione terrestre a tenaglia con supporto aereo di copertura in territorio nemico e supporto navale a protezione delle retrovie.

L'operazione doveva concludersi nei famosi "3 giorni" (guerre lampo di Napoleone e Hitler) ma qualcosa è andato storto: la difesa dell'Ucraina. 

L'azione difensiva di Kiev ha colto di sorpresa l'esercito russo per la notevole quantita di missili Stinger e anticarro trasportabili da singoli soldati e facilmente utilizzabili dopo poche ore di addestramento. Anche nel settore della Difesa, la tecnologia ha esportato la possibilità ai meno esperti di difedersi con strumenti talmente avanzati tecnologicamente da rendere quasi inutili aerei a bassa quota e carriarmati nella fanteria leggera. 

Ora, in questo momento le attività sono in mano ad un nuovo contigente russo con l'appoggio dell'esercito bielorusso. L'arrivo di armi da parte dei paesi Nato potrebbe rappresentare per la Russia il casus belli. L'occidente però ritiene che l'invio di armi, addestratori, cyberwar, economic war e tutto ciò che possa rientrare nella modern warfare non debba essere considerata un'azione di guerra ma una minaccia, un'azione diplomatica o il diritto di autodeterminazione dei popoli senza se e senza ma.

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"La Cina non si farà più bullizzare", con questa dichiarazione il presidente Xi Jinping dà il via ufficialmente allo scontro per l'egemonia mondiale alla festa dei 100 anni del partito comunista cinese.

Dopo anni e secoli di predominio culturale, economico e politico la Cina reclama il diritto di essere considerata per quello che è stata in passato: un impero economico e sociale portatrice di innovazione tecnologica e culturale.

Per gli economisti si tratta di un evento storico, il cambio al vertice dell'ordine mondiale avviene meno che una volta nella vita. L'ultimo scontro per l'egemonia risale, ovviamente, alla prima guerra mondiale tra Germania e UK + Usa, il precedente era nel XIX secolo tra Francia e Germania. Oggi come oggi si potrebbe pensare non più ad uno scontro militare ma economico e di guerre per procura, un conflitto su larga scala è inconcepibile in quanto si autodristuggerebbero.

Il premio per la vittoria è "grasso che cola" che moltiplica il valore dell'economia e consiste nella possibilità di esportare cultura, armamenti e moneta. Sono una montagna di soldi pronti a invertire i grafici dei Pil domestici e proiettare la potenza vincitrice verso il 2100, cambio climatico permettendo.

La risposta al G7 in Svizzera non si è fatta attendere, e come del resto dargli torto se neanche il nome G7 risponde a verità (senza la Cina non c'è G7 ma Nato 7).

La Cina si sta preparando a rimpiazzare il dollaro nella sua sfera d'influenza, dopo un tentativo fallito nel 2015, migliorando il sistema dei pagamenti digitali, implementando una criptovaluta governativa e promuevendo contratti futures in Yuan. In caso di successo, anche parziale, rubare quote di mercato al dollaro come moneta di scambio farà aumentare i tassi d'interesse negli Usa (anche di molto) e farà diminuire il valore del dollaro americano.

La Cina sta promuovendo la sua cultura storica e filosofica attraverso il cinema, lo spazio (rover e stazioni spaziali), i giocattoli, la tecnologia e presto arriveranno cibi e bevande preconfezionate stile Cocacola e Mars.

La Cina sta promuoevendo la sua capacità di produrre armamenti tecnologicamente avanzati e a basso costo attraverso accordi con la Russia di concessioni per la produzione di aerei da combattimento, missili e sottomarini. E' già leader di costo mondiale nella produzione di droni da combattimento.

Difficile dire cosa succederà in futuro ma abituiamoci all'idea di perdere Taiwan come partner occidentale.

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Illustration: Bantonglaoatang

Ripropongo una vignetta di satira cinese di Bantonglaoatang con l'intento di cogliere il sentire di un popolo, senza condividerle. L'illustrazione ha suscitato scalpore per aver rivelato in modo vivido e diretto le "cattive intenzioni" dell'Occidente che cerca di assediare la Cina. Sarà l'ultima cena?

Aquila - Usa: siede nel mezzo indossando una bombetta con sopra una bandiera americana. Davanti una piccola macchina per la stampa di banconote e una banconota sul tavolo. La macchina stampa la carta igienica in dollari e il numero sulla bolletta diventa sempre più grande, da $ 2 trilioni a $ 8 trilioni. C'è anche un gancio di ferro sotto i suoi piedi e due pezzi di cotone con sangue vicino alle mani sul tavolo, suggerendo che "l'accumulo di capitale degli Stati Uniti è stata costruita sull'oppressione razziale". L'immagine dell'aquila calva mostra che gli Stati Uniti aggressivi ma deboli di oggi sono intrappolati nella crescente crisi del debito e nei conflitti razziali.

Lupo - Italia: seduto alla sinistra dell'aquila, indossa un berretto con una bandiera italiana. Il lupo agita le mani come se dicesse "No" ai suggerimenti degli Stati Uniti di reprimere congiuntamente la Cina.

Cane Akita - Giappone: accanto al lupo, senza un posto a sedere, è impegnato a servire agli altri un "drink" - versando acqua radioattiva verde nei bicchieri degli altri "animali". 

Canguro - Australia: allunga la mano sinistra verso le banconote che gli Stati Uniti stanno stampando, mentre con la destra stringe una borsa. Il canguro simboleggia l'Australia dalla doppia faccia che collabora attivamente con gli Stati Uniti nel contenere la Cina, ma è anche desiderosa di guadagnare denaro dalla Cina, il suo più grande partner commerciale.

Falco nero - Germania: capotavola a sinistra, la posa è quasi la stessa di quella della cancelliera tedesca Angela Merkel, in silenzio dalla parte di destra, sembra più interessata alle proprie questioni europee.

Leone - UK: alleati degli degli Stati Uniti, l'Uk ha un rapporto privilegiato con l'aquila, ma persino sul suo vestito vi è una divisione tra Inghilterra e Scozia.

Nutria - Canada: indossa un cappotto rosso con immagini di marijuana e tiene in mano una bambola (​​direttore finanziario di Huawei Meng Wanzhou).

Gallo - Francia: scrivono e prendono appunti da bravi scolaretti.

Elefante - India: probabile riferimento al Covid, è attaccato ad una flebo come un paziente.

Rana - Taiwan: fuori dalla vasca, sopra una tartaruga, tiene in mano delle banconote, cercando di saltare più in alto possibile per raggiungere il tavolo e dare i soldi agli USA.

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Dove non investire

In tempi di pandemia ogni via potrebbe essere una galleria che porta ad una bugia.

Ecco un elenco di attività da cui consiglio di fare attenzione:

  1. Commissioni in anticipo - Pagare commissioni per ricevere somme di denaro successivamente
  2. Pompa e scarica - Acquistare attività senza o scarso valore (sottostante) ecocomico per emulazione
  3. Ponzi - Investire denaro in società finanziarie che promettono percentuali di guadagno anomale 10% - 15%
  4. Piramide o Multi Level Marketing - Accettare di essere pagati per convincere altri ad entrare in una rete di vendita e per vendere un prodotto (di cui non si conosce il valore)
  5. Coaching - Pagare corsi di attività o conoscenza economica, religiosa, spirituale o filosofica (se non sport, passioni, business) con la promessa di diventare insegnante a sua volta

Se pensate che il vostro investimento o il vostro lavoro rientri tra queste categorie fate molta attenzione potrebbe trattarsi di un truffa o un cattivo investimento.

Spesso il marketing viene usato all'estremo con tattiche psicologiche, testimonial e promesse ardue.

Gli esempi sono tantissimi e ogni anno la lista di attività rischiose al limite del diritto aumenta. Alcune potrebbero non essere ancora state scoperte ed essere in giro tra noi come un po' di moneta.

Ricapitolando, tenendo ben presente che ci sono eccezioni e casi particolari, di regola: mai pagare commissioni per ricevere somme di denaro successivamente, mai acquistare attività senza o scarso valore (sottostante) ecocomico per emulazione, mai investire denaro in società finanziarie che promettono percentuali di guadagno anomale 10% - 15%, mai accettare di essere pagati per convincere altri ad entrare in una rete di vendita e per vendere un prodotto, mai pagare corsi di attività con la promessa di diventare insegnante. Riproduzione Riservata

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"E quindi, visto che il Bitcoin fa già parte di questa economia il presidente starebbe cercando di prendere due piccioni con una fava perché dichiarando la criptovaluta moneta a corso legale, a quel punto automaticamente imprenditori e investitori del settore trasferendosi in El Salvador non pagherebbero più tasse sul capital gain". Dal sole24ore

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L'Italia chiede all'Europa, tramite Vincenzo Amendola, un rapporto più equilibrato con la Cina che tenga conto degli squilibri della bilancia commerciale e degli aiuti governativi alle aziende private. Draghi e Biden si allineano sulla Cina con una politica volta a ridimensionare i rapporti di forza. L’UE riflette le sue relazioni con la Cina”, ha detto martedì a Bloomberg Television Vincenzo Amandola, vice segretario generale per gli affari europei nel gabinetto del primo ministro Mario Draghi. “Penso che questa sia una mossa positiva. Non si basa sulle esportazioni e sul commercio in passato”. In campo anche una strategia per opporsi alle acquisizioni cinesi sponsorizzate dallo stato della repubblica popolare, come già delineato da Mario Draghi, modifiche agli standard legali e alle regole di concorrenza. “L’Europa è un attore globale”, ha detto Amendola. “Vogliamo che le persone che applicano le nostre regole al mercato europeo abbiano una correlazione con il modo in cui le applicano”.

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