Il lavoro nel 2024 e l'AI

Il lavoro nel 2024 e l'AI

La tecnologia ha sempre avuto un impatto significativo sul mondo del lavoro. Negli anni '90, l'adozione di internet e dei computer ha segnato una svolta, mentre oggi l'intelligenza artificiale (AI) è il principale fattore di cambiamento. L'AI, che può aumentare la produttività ma anche suscitare timori per la perdita di posti di lavoro, influenzerà circa un terzo dei lavoratori globali entro il 2030. Questo impatto si sentirà più sulla qualità che sulla quantità dei lavori, con il 5% delle professioni a rischio.

Siti come LinkedIn mostrano un aumento significativo nell'interesse per l'AI. Dal novembre 2022, gli annunci di lavoro che menzionano Gpt o ChatGpt sono aumentati 21 volte e le conversazioni su AI sono cresciute del 70% a livello globale.

I settori più impattati dall'AI saranno quelli tecnologicamente avanzati, con una maggiore integrazione dell'AI nei processi aziendali. I lavori che richiedono competenze tecniche avanzate o formazione terziaria vedranno una maggiore domanda, mentre le professioni meno qualificate potrebbero subire un rallentamento.

Tra le professioni in crescita troviamo ingegneri industriali e gestionali, fisici, specialisti dell'organizzazione del lavoro, analisti di mercato, esperti nella commercializzazione, registi, compositori, psicologi dello sviluppo e dell’educazione, architetti e pianificatori. Inoltre, aumenteranno le opportunità per imprenditori e manager nei servizi alle imprese e alle persone.

D'altro canto, alcune professioni rischiano un calo della domanda, come intervistatori, venditori a distanza, centralinisti, croupier, e tecnici dei servizi pubblici. Anche i dattilografi e gli addetti alla contabilità potrebbero essere a rischio.

Il settore legale, in particolare, si interroga sull'uso dell'AI. Associazioni come l'American Bar Association e l'Associazione Nazionale Forense italiana stanno esplorando l'impatto dell'AI sulla professione legale.

Infine, la preparazione delle aziende italiane all'integrazione dell'AI è un punto critico. Secondo l’AI Readiness Index di Cisco, solo l'8% delle aziende italiane si dichiara pronta, mentre il 63% è solo parzialmente preparato. Randstad rileva che solo il 10% dei lavoratori ha ricevuto formazione sull'AI nell'ultimo anno, suggerendo la necessità di maggiori investimenti in formazione per realizzare pienamente la rivoluzione dell'AI. Riproduzione riservata (riferimeno Corriere della Sera https://www.corriere.it/tecnologia/23_dicembre_18/le-professioni-piu-richieste-dall-ai-registi-compositori-e-psicologi-a-rischio-venditori-a-distanza-e-croupiers-1648c1c8-f999-4915-94cf-ea84ae374xlk.shtml?refresh_ce)

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